Soprattutto le società medio-grandi prevedono di chiudere con importi dell’intermediato stabili o in crescita, dopo un I semestre caratterizzato da una riduzione complessiva del 15 per cento.


Le società di mediazione creditizia stanno dimostrando di essere in grado di reagire a una crisi economica senza precedenti: dopo un primo semestre 2020 caratterizzato da una netta flessione dell’intermediato, le aspettative del II semestre vedono un mercato sostanzialmente stabile o in crescita per le società di maggiori dimensioni. È quanto emerge dalla seconda indagine sui Mediatori creditizi, condotta dall’OAM, l’Organismo per la gestione degli elenchi di Agenti e Mediatori, su un campione rappresentativo del 74% del mercato.


L’indagine, conclusa a novembre, conferma, relativamente al I semestre, le tendenze emerse dalla survey rapida condotta ad aprile sulle aspettative della prima parte del 2020: allora, mediamente, il 35% dei Mediatori prevedeva una riduzione dell’intermediato tra il 10 e oltre il 30% e il 20% un calo fino al 10%. A consuntivo dello stesso periodo il totale dell’intermediato stimato è sceso da poco più di 6 miliardi del secondo semestre 2019 a 5,103 miliardi, con una riduzione percentuale del 15% (-18% per i prodotti retail e -7% per i prodotti corporate).


A mostrare il maggior calo, in termini di intermediato, sono sempre i prodotti corporate: nel I semestre 2020 Acquisto Crediti, Fidejussioni, Leasing, Mutui Ipotecari e Prestiti finalizzati hanno registrato una diminuzione pari o maggiore al 50% rispetto al transato stimato nel secondo semestre 2019. Di contro, le Fidejussioni alla clientela retail hanno registrato un forte incremento rispetto al semestre precedente (+4024%), seguite da Acquisto Crediti (+205%) e Prestiti personali (+182%). In netta flessione (-23%) i Mutui che, rappresentando poco più dell’88% dell’intermediato della clientela retail, incidono sulla riduzione totale.


Le aspettative sono migliori per il II semestre 2020 per il quale i Mediatori prevedono un andamento abbastanza stabile o in diminuzione (tra -1% e -10%) degli importi intermediati, con dati che lasciano intravedere un rimbalzo nell’ultima parte dell’anno in corso. Solo per i prodotti quali: Cessione del V, Mutui Ipotecari Retail, Prestiti Finalizzati Corporate, Leasing e Mutui Corporate, si prospetta una crescita degli importi intermediati per circa il 40%.


I dati evidenziano che l’impatto della crisi è stato maggiore per le società Micro e di Piccole dimensioni che prevedono per circa il 65% una prospettiva di stabilità o di diminuzione in termini di intermediato mentre le Medie, Grandi e Molto Grandi vedono in crescita prodotti trainanti come i Mutui Ipotecari (il 54,6% del campione).


Roma, 22 dicembre 2020

 

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