Dovranno essere comunicati anche gli agenti di cui si avvalgono IMEL e IP


Sarà operativo entro il 6 dicembre il Registro dei soggetti convenzionati con i Prestatori dei servizi di pagamento e gli Istituti di moneta elettronica che sarà gestito dall’OAM, Organismo Agenti e Mediatori. È infatti entrato in vigore il 6 settembre, con la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze in base alla quale l’OAM avrà tre mesi per avviare il Registro, previo parere del Garante della Privacy.


L’istituzione del Registro dei soggetti convenzionati è prevista dalla normativa antiriciclaggio e il decreto ministeriale appena entrato in vigore stabilisce le modalità tecniche di alimentazione e consultazione del Registro, della relativa sezione ad accesso pubblico per l’iscrizione dei Punti di contatto in Italia e della sottosezione ad accesso riservato. In particolare, i Prestatori di servizi di pagamento e gli Istituti di moneta elettronica e le rispettive succursali, ivi compresi quelli aventi sede legale e amministrazione centrale in altro Stato membro, che si avvalgono per l'esercizio della propria attività in Italia, di soggetti convenzionati ovvero agenti , devono comunicare all'OAM i propri dati (denominazione sociale, sede, codice fiscale, etc.), e quelli dei soggetti sopra richiamati. Per gli Istituti con sede legale e amministrazione centrale in altro Stato membro i dati potranno essere trasmessi tramite il Punto di contatto centrale.


Le comunicazioni, da effettuare telematicamente, utilizzando il servizio che sarà presente nell'area privata dedicata del portale dell'OAM, andranno inviate con cadenza semestrale, dal 1° al 15 gennaio e dal 1° al 15 luglio di ogni anno, dando evidenza delle variazioni intervenute rispetto ai dati comunicati nel semestre precedente. L'OAM, entro quindici giorni dalla comunicazione ne dovrà verificare la completezza e la regolarità e provvedere all'annotazione nel Registro.

Nei confronti di Prestatori di servizi di pagamento, Istituti emittenti moneta elettronica, delle relative succursali e dei Punti di contatto centrale che non ottemperano agli obblighi di comunicazione entro i termini prescritti, l'OAM avvia la procedura sanzionatoria per l'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa (sanzione pecuniaria di 4.500 euro, triplicata in caso di violazioni gravi, ripetute o sistematiche o plurime, ridotta di un terzo se la comunicazione avviene nei trenta giorni successivi alla scadenza dei termini prescritti).


I Prestatori di servizi di pagamento e gli Istituti di moneta elettronica, le rispettive succursali o Punti di contatto dovranno inoltre comunicare all’OAM l'annotazione nella sottosezione ad accesso riservato del Registro, la cessazione del rapporto di convenzionamento o del mandato per motivi non commerciali, intervenuta successivamente all'avvio del Registro. Nella sottosezione ad accesso riservato l’OAM annoterà eventuali provvedimenti adottati in base alla normativa antiriciclaggio dalle autorità competenti a carico di soggetti convenzionati o Agenti. L’Organismo dovrà garantire la completa e tempestiva accessibilità della Guardia di Finanza, della Banca d'Italia e della Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia, per l'esercizio delle rispettive competenze in materia di vigilanza e di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, alla sottosezione del Registro ad accesso riservato. L'OAM consentirà la consultazione dei dati contenuti nella sottosezione del Registro ad accesso riservato anche ai Prestatori di servizi di pagamento e agli Istituti di moneta elettronica, alle succursali e ai Punti di contatto centrale, che potranno utilizzare i dati esclusivamente per salvaguardare la correttezza e la legalità dei comportamenti degli operatori del mercato.


L'Organismo, con gli atti attuativi, determinerà l’entità del contributo di iscrizione per i Punti di contatto e quello semestrale previsto dalla legge a carico dei soggetti tenuti alle comunicazioni del Registro: le somme riscosse dall'OAM a titolo di contributo sono destinate a coprire integralmente i costi di istituzione, sviluppo e gestione del Registro.


Roma, 7 settembre 2022




Con una Comunicazione al Mercato l’Organismo precisa gli obblighi a carico di Agenti in attività finanziaria e Mediatori creditizi derivanti dall’art.128-novies del TUB


Agenti in attività finanziaria e Mediatori creditizi “devono assicurare un presidio ed un monitoraggio permanente sulla rete distributiva, anche tramite l’adozione di procedure interne che disciplinino le modalità di effettiva verifica sull’attività della medesima”. Lo specifica l’OAM, Organismo Agenti e Mediatori, con una Comunicazione al Mercato dettagliando così gli obblighi derivanti dall’art. 128-novies del Testo Unico Bancario.

L’OAM ricorda che in base a tale articolo gli intermediari del credito “assicurano e verificano, anche attraverso l'adozione di adeguate procedure interne, che i propri dipendenti e collaboratori di cui si avvalgono per il contatto con il pubblico, rispettino le norme loro applicabili e possiedano i requisiti” previsti dalla legge.

L’Organismo sottolinea che la nuova Comunicazione completa quanto già ribadito nella Comunicazione n. 28/2021. In quella Comunicazione era stato precisato “che è obbligo ed onere dei soggetti iscritti assicurare che la propria rete distributiva rispetti la normativa di settore e si ponga in posizione collaborativa rispetto all’attività di Vigilanza dell’Organismo, anche laddove questa risulti indirizzata direttamente ai dipendenti e collaboratori medesimi”.


L’OAM, nell’ambito della sua attività istituzionale, verificherà la corretta applicazione delle indicazioni date al Mercato.


Roma, 2 agosto 2022




La Comunicazione pubblicata al termine della consultazione di mercato


I siti internet o gli strumenti di web marketing che incentivano l'utente a fornire i propri dati per facilitare un contatto con i finanziatori devono, se non iscritti all’OAM, limitarsi alla semplice raccolta di dati anagrafici e di contatto. Con la Comunicazione n. 29 del 2022 l’Organismo traccia con chiarezza il perimetro delle attività riservate agli iscritti nell’ambito delle piattaforme comparative online. Si tratta di quelle piattaforme che prestano, a favore degli utenti, servizi di preventivazione e/o comparazione di opzioni di finanziamento, accompagnati dalla successiva agevolazione del contatto con le banche che propongono l’offerta.


La Comunicazione ha l’obiettivo di assicurare, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, la parità di condizioni tra gli operatori del mercato, a prescindere dalle modalità di svolgimento dell’intermediazione creditizia, mediante rete fisica oppure tramite canali online.


In base alla Comunicazione svolgono un’attività a carattere riservato, che comporta l’iscrizione negli Elenchi gestiti dall’Organismo, le piattaforme o siti che effettuino:

  1. la raccolta, presso l’utente, di dati anagrafici (nome, cognome, mail, etc.) e di esigenza creditizia (come tipologia di finanziamento, somma richiesta, durata del finanziamento, etc.) seguita da una proposta di preventivo (anche mediante prospettazione di diversi importi di rata riconducibili a diversi finanziatori) e la possibilità per l’utente di essere ricontattato da parte della banca;
  2. la raccolta, presso l’utente, di dati anagrafici e di esigenza creditizia, non seguita dalla proposta di più offerte di credito, ma comunque accompagnata dall’indirizzamento dei dati raccolti verso uno specifico finanziatore, scelto dalla piattaforma stessa.


La Comunicazione ricorda che le piattaforme iscritte devono rispettare i criteri di trasparenza e correttezza nei confronti della clientela. In particolare, devono informare l’utente della possibilità che le condizioni dell’offerta possono variare dopo le valutazioni effettuate dal finanziatore e chiarire che sulla piattaforma non sono reperibili tutte le offerte creditizie del mercato.


Le indicazioni presenti nella Comunicazione orienteranno l’attività di vigilanza dell’Organismo anche nella lotta all’abusivismo finanziario.


Roma, 21 luglio 2022




Per non essere considerato abusivo chi già opera e non ha ancora presentato la domanda dovrà sospendere l’attività fino all’ottenimento dell’iscrizione


Sono 46 i soggetti che operano in criptovalute che si sono iscritti al Registro OAM alla scadenza del periodo transitorio previsto dalla normativa in vigore. In base al DM del 13 gennaio 2022 del Ministero dell’Economia e delle Finanze gli operatori già attivi in Italia, anche online, potevano continuare ad esercitare l’attività a condizione di presentare la domanda di iscrizione entro il 15 luglio. Ai 46 soggetti (tutte società), attualmente iscritti, si aggiungono altri 24 soggetti che hanno presentato la relativa domanda e che potranno dunque continuare ad operare fino all’accoglimento (o diniego) dell’istanza.


Chi invece, nonostante la scadenza del termine, non ha presentato la domanda dovrà sospendere l’operatività per non rischiare di incorrere nell’esercizio abusivo dell'attività punito con una sanzione amministrativa da 2.065 euro a 10.329 euro emanata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Solo dopo avere ottenuto l’iscrizione potrà riprendere ad operare.


Roma, 20 luglio 2022




Altrimenti, per non essere considerati abusivi, dovranno sospendere l’attività fino all’ottenimento dell’iscrizione.


Scade domani il termine entro il quale gli operatori in criptovalute già attivi, anche online, nel nostro Paese, dovranno iscriversi al Registro tenuto dall’OAM. Lo ricorda l’Organismo, sottolineando che chi continuerà a operare senza avere presentato la relativa istanza di iscrizione, verrà considerato abusivo.


In base alla normativa, devono iscriversi i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale e prestatori di servizi di portafoglio digitale. I requisiti per l’iscrizione sono: per i soggetti diversi dalle persone fisiche sede legale e amministrativa in Italia o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica; per le persone fisiche cittadinanza italiana o di uno Stato dell'Unione europea o di Stato diverso, domicilio nel territorio della Repubblica.


Alla pagina web www.organismo-am.it, è disponibile il servizio di “Registrazione”. Una volta completata la registrazione, l’utente ha a disposizione una propria area privata, ad accesso riservato con password, scelta dall’utente stesso, all’interno della quale potrà usufruire dei servizi telematici messi a disposizione dall’Organismo. Tramite la propria area dovrà compilare, sottoscrivere digitalmente e inviare l’apposito modulo informatico di comunicazione di attività.

Devono essere indicati: i propri dati anagrafici (della società, in caso di persone giuridiche, inclusi dati anagrafici del legale rappresentante), identificativo fiscale, estremi documento di identificazione, un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), la tipologia di attività e servizi prestati, le modalità di svolgimento del servizio (punti fisici, ATM, indirizzi web). Alla comunicazione va allegata copia del documento di identificazione del soggetto che la effettua e, nel caso di soggetto diverso da persona fisica, del legale rappresentante nonché la visura camerale aggiornata. Andrà inoltre inviata la documentazione dell’avvenuto pagamento del contributo una tantum (500 euro per le persone fisiche e 8.300 per le società).


Roma, 14 luglio 2022




Altri 28 hanno effettuato la pre-registrazione propedeutica alla presentazione dell’istanza di iscrizioni.


Sono già 14 gli operatori in valute virtuali che, ad oggi, risultano iscritti al Registro tenuto dall’OAM. Si tratta di Young Platform, Tesora srl, Anubi Digital srl, CheckSig srl, Binance Italy srl, Blockeras srl, Platypus srl, Cryptosmart srl, Conio srl, Bitpanda gmbh, Tinaba spa, Chainside, Cls srl, The Rock Trading srl. L’Organismo ha infatti approvato le relative istanze di iscrizione, arrivate a ridosso dell’apertura del Registro.


Altri 28 operatori risultano inoltre avere effettuato la pre-registrazione propedeutica alla domanda di iscrizione.



Roma, 27 maggio 2022




Sondaggio su 774 soggetti italiani con più di 18 anni. Il 14% di coloro che ha solo sentito parlare di valute virtuali è però pronta a investire. Al via oggi il Registro al quale dovranno iscriversi gli operatori.


Un 89% che ha sentito parlare qualche volta di criptovalute contro l’11% che non ne sa nulla, e una quota consistente che ha invece una buona conoscenza delle valute virtuali. Sono alcuni degli elementi che emergono da un’indagine svolta dall’OAM, Organismo Agenti e Mediatori, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata, tra un campione di 774 italiani, equamente diviso tra uomini e donne e rivolto ad una platea con più di 18 anni.


Dall’indagine, consultabile al link (https://www.organismo-am.it/documenti/csv/Criptovalute_indagine_orientamento_italiani.pdf) nel giorno in cui si apre il Registro degli operatori in valute virtuali gestito dall’Organismo, emerge che il numero di rispondenti che non hanno conoscenze sul tema delle criptovalute è pari all’11% del campione totale, di cui il 67% è rappresentato da donne ed il 33% da uomini. Il 56% mostra di avere poche conoscenze finanziare, mentre il restante 44% ha dimostrato di avere per lo più buone conoscenze finanziarie (28%) o addirittura ottime conoscenze (16%).


Tra chi conosce le criptovalute il 64% ha buone conoscenze finanziarie


Il numero di rispondenti che hanno dichiarato di aver sentito parlare di criptovalute corrisponde all’89% del campione totale (ossia 692 rispondenti). Equamente distribuito sulla base del genere (52% uomini e 48% donne) il sottocampione si caratterizza per un buon livello di conoscenze finanziarie: il 64% dei rispondenti possiede buone o ottime conoscenze finanziarie, il 25% ha un discreto livello di conoscenze e solo l’11% non ne ha affatto. Relativamente alle valute virtuali però il 61% del sub campione sostiene di avere limitate conoscenze sulle nuove valute digitali, mentre il restante 39% dimostra di avere una buona (33%) o addirittura una approfondita e accurata conoscenza (6%).


Chi ha maggiori conoscenze finanziarie investe di più in criptovalute


Dal sondaggio emerge che all’aumentare del livello di conoscenza sulle criptovalute aumenta la propensione all’investimento. Tra il 61% che ha “sentito parlare poche volte di criptovalute”, il 74% non intende investire in criptovalute, l’11% ha dichiarato di avere acquistato in passato criptovalute ma non lo farà in futuro mentre il 14%, nonostante la conoscenza superficiale, ha comunque intenzione di acquistarle per la prima volta in futuro; l’1% ha espresso la propria intenzione di continuare anche in futuro gli investimenti passati in criptovalute.

Nel gruppo che ha dichiarato di avere “una buona conoscenza delle criptovalute” (il 33% del sottocampione) il 39% ha dichiarato di non aver mai acquistato in passato valute digitali e di non avere intenzione di acquistarle in futuro; il 23% non ha intenzione di ripetere in futuro gli investimenti in criptovalute; il 29% e il 10% ha dichiarato rispettivamente di avere intenzione di acquistare per la prima volta in futuro le valute digitali e di dare continuità agli investimenti passati.

Infine, tra coloro che hanno dichiarato di avere “approfondito accuratamente la conoscenza sulle criptovalute” (il 6% del sottocampione) il 29% dei rispondenti ha dichiarato di aver acquistato in passato criptovalute ma non lo farà in futuro; il 37% ha intenzione di acquistarle per la prima volta in futuro; il 22% darà continuità ai propri investimenti passati in criptovalute; soltanto il 12% ha invece rivelato di non voler investire neanche in futuro sulle valute digitali.


La maggioranza di chi investe non oltrepassa la soglia dei 10mila euro


Tra il 41% del sub campione che ha dichiarato di aver acquistato o di voler acquistare in futuro criptovalute la maggioranza (il 58%) è propensa a investire fino a 10mila euro, il 17% tra 10.000 e 24.999 e il 13% un importo tra 25.000 e 39.999 euro. Il 6% ha dichiarato di avere intenzione di investire importi superiori, mentre il 5% non ha indicato importi. Relativamente alle caratteristiche che renderebbero un investimento finanziario interessante per i soggetti intervistati, alta preferenza è stata posta su elevanti rendimenti (39%) e buona diversificazione del portafoglio (33%) mentre poca importanza viene attribuita all’elevato potenziale speculativo, l’anonimato o alla possibilità di perdere un’ottima opzione di investimento.

Complessivamente dalla ricerca emerge come il livello di investimenti in criptovalute dipenda dal livello di educazione finanziaria mentre non risulta influenzato dal livello di istruzione.


Tra chi ha sentito parlare di criptovalute solo il 41% pensa che diventeranno un mezzo di pagamento


Per quanto concerne la probabilità di utilizzo futuro delle criptovalute rispetto alla tradizionale moneta, il 59% del sottocampione che ha sentito parlare di criptovalute la ritiene per nulla (14%) o poco probabile (45%). Il restante 41% dimostra, invece, più fiducia verso l’utilizzo del nuovo strumento di pagamento. Analogamente il 55% del sottocampione ritiene per nulla (12%) o poco probabile (43%) che le criptovalute possano sostituire gli attuali strumenti di pagamento elettronici, mentre il restante 46% lo ritiene piuttosto o addirittura molto probabile.

L’analisi ha poi individuato tre cluster tra quanti hanno sentito parlare di valute virtuali. Ci sono i ‘colti’, pari al 32% del sottocampione, che rappresentano una figura di consumatore con alto grado di istruzione e basso livello di investimenti in criptovalute. Caratterizzati da una maggioranza femminile, sono scettici sulla probabilità che le criptovalute possano in futuro sostituire gli attuali strumenti di pagamento elettronici. In generale sono soggetti che tendono ad essere rilassati e diffidenti. Poi ci sono i “criptovalutari” pari al 24% del sottocampione. Sono quelli che effettuano importanti investimenti in criptovalute e che, nella scelta dell’investimento da effettuare, puntano su strumenti ad alto potenziale speculativo. Hanno un alto livello di conoscenza finanziaria e sono soggetti che generalmente si lasciano condizionare dalle proprie emozioni, perdendo la calma in situazioni di stress. Infine, i “senior”, il 44% del sottocampione, che hanno un’età media più alta e investono meno in criptovalute agli altri due cluster. Al basso grado di investimenti in asset digitali viene associato un livello di educazione finanziaria inferiore alla media registrata sull’intero campione. Anche nel gruppo dei “senior”, come per i “colti”, è possibile riscontrare una scarsa fiducia sulla capacità delle criptovalute di rimpiazzare, nel sistema dei pagamenti, le attuali monete in corso legale. Sono per lo più persone diffidenti e che tendono a ricoprire ruoli da leader.



Roma, 16 maggio 2022




Chi già opera in Italia, anche online, potrà continuare a farlo ma dovrà iscriversi entro 60 giorni. Se non rispetterà il termine sarà considerato abusivo.


Sarà attivo dal 16 maggio prossimo il Registro per gli operatori in valuta virtuale gestito dall’OAM. Lo comunica l’Organismo Agenti e Mediatori, specificando che coloro che già svolgono l’attività, anche online, in Italia, e sono in possesso dei requisiti di legge, potranno continuare a farlo ma dovranno presentare domanda di iscrizione al Registro entro i 60 giorni successivi al 16 maggio. In caso di mancato rispetto del termine o di diniego all’iscrizione da parte dell’Organismo, l’eventuale esercizio dell'attività sarà considerato abusivo.


CHI DOVRÀ ISCRIVERSI E QUALI SONO I REQUISITI PER L’ISCRIZIONE

Saranno tenuti a iscriversi prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale e prestatori di servizi di portafoglio digitale. I requisiti per l’iscrizione, previsti dalla normativa in vigore, sono: per i soggetti diversi dalle persone fisiche sede legale e amministrativa in Italia o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica; per le persone fisiche cittadinanza italiana o di uno Stato dell'Unione europea o di Stato diverso, domicilio nel territorio della Repubblica.


COME PRESENTARE DOMANDA DI ISCRIZIONE E QUALI DATI INDICARE

Alla pagina web www.organismo-am.it, sarà disponibile il servizio di “Registrazione”. Una volta completata la registrazione, l’utente avrà a disposizione una propria area privata, ad accesso riservato con password, scelta dall’utente stesso, all’interno della quale potrà usufruire dei servizi telematici messi a disposizione dall’Organismo. Tramite la propria area dovrà compilare, sottoscrivere digitalmente e inviare l’apposito modulo informatico di comunicazione di attività. Devono essere indicati: i propri dati anagrafici (della società, in caso di persone giuridiche, inclusi dati anagrafici del legale rappresentante), identificativo fiscale, estremi documento di identificazione, un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), la tipologia di attività e servizi prestati, le modalità di svolgimento del servizio (punti fisici, ATM, indirizzi web). Alla comunicazione va allegata copia del documento di identificazione del soggetto che la effettua e, nel caso di soggetto diverso da persona fisica, del legale rappresentante nonché la visura camerale aggiornata. Andrà inoltre inviata la documentazione dell’avvenuto pagamento del contributo una tantum (500 euro per le persone fisiche e 8.300 per le società).


PROCEDIMENTO DI ISCRIZIONE

L’OAM ha 15 giorni di tempo, dal momento della ricezione, per verificare regolarità e completezza della comunicazione e della documentazione allegata: può sospendere il termine una sola volta, e per un massimo di 10 giorni, se ritiene la comunicazione incompleta o reputa necessaria un’integrazione della documentazione. Decorsi i termini previsti, se la documentazione richiesta risultasse non pervenuta o insufficiente, nega l’iscrizione nella Sezione speciale del Registro, dandone tempestiva e motivata comunicazione all’interessato che può comunque presentare una successiva richiesta di iscrizione.


COMUNICAZIONE TRIMESTRALE SULL’OPERATIVITÀ DEI PROPRI CLIENTI

Gli operatori iscritti devono trasmettere all’OAM, per via telematica, i dati relativi alle operazioni effettuate sul territorio della Repubblica italiana. La trasmissione deve essere effettuata con cadenza trimestrale. In particolare, dovranno essere trasmessi, per singolo cliente, i relativi dati identificativi e dati sintetici sull’operatività complessiva in Italia.


PUBBLICITÀ DEL REGISTRO

Nella Sezione speciale del Registro curata dall’OAM accessibile al pubblico saranno annotati: cognome e nome del prestatore di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale o di portafoglio digitale se persona fisica o denominazione sociale e sede legale o sede della stabile organizzazione nel territorio della Repubblica in caso di soggetto diverso da persona fisica; codice fiscale o partita IVA, ove assegnato; indicazione della tipologia di servizio prestato; indirizzo dei punti fisici di operatività, compresi gli eventuali sportelli automatici (ATM), e/o l’indirizzo web tramite il quale il servizio è svolto.


Ai seguenti link è possibile scaricare le Guide utente (operative) e il vademecum per gli operatori in valute virtuali:

  1. REGISTRAZIONE AL PORTALE OAM, per la sola creazione di una area privata sul portale OAM;
  2. COMUNICAZIONE DI OPERATIVITÀ SUL TERRITORIO ITALIANO, per l’iscrizione nella Sezione speciale del Registro dei Cambiavalute;
  3. VADEMECUM per gli operatori in valute virtuali.


Roma, 11 maggio 2022




Come previsto dalla normativa, successivamente verranno stabilite le quote annuali variabili in base alle dimensioni degli iscritti


Un contributo una tantum pari a 8.300 euro per le persone giuridiche e a 500 euro per le persone fisiche: è quanto dovranno versare gli operatori in valute virtuali che si iscriveranno al relativo Registro. Lo ha deciso il Comitato di Gestione dell’Organismo che, con una circolare, ha determinato l’ammontare da richiedere esclusivamente sulla base della copertura dei costi per la messa in opera del sistema di gestione del Registro.


Verrà successivamente stabilita una quota annuale variabile in considerazione delle dimensioni operative degli iscritti, quale copertura dei costi ricorrenti della struttura OAM, relativi alla tenuta del Registro degli operatori in valute virtuali e alla gestione e manutenzione del Sistema Informatico per la trasmissione dei dati da parte degli iscritti stessi. Come previsto dalla legge, le entrate dell’Organismo, che non riceve alcun contributo dello Stato, sono costituite dai contributi delle categorie iscritte agli Elenchi e Registri, strettamente correlati alle attività specificatamente svolte per ciascuna categoria.


La circolare, che ripercorre le norme previste dal Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 13 gennaio scorso, ricorda come l’iscrizione alla sezione speciale del Registro dei Cambiavalute (Prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale e/o di portafoglio digitale) sia condizione indispensabile affinché gli operatori possano svolgere legalmente la loro attività, anche online, in Italia.


La stessa circolare informa che i soggetti interessati all’iscrizione nella sezione speciale del Registro devono procedere, preventivamente, a registrarsi nell’area privata dedicata del portale OAM munendosi di casella di posta elettronica certificata (PEC) e seguendo le istruzioni indicate nell’apposita Guida Operativa, già pubblicata sul sito web dell’OAM. La registrazione andrà effettuata una volta che, entro il 18 maggio, il Registro sarà reso disponibile. La circolare ricorda che gli operatori che già svolgono l’attività, anche online, sul territorio della Repubblica, dovranno provvedere all’iscrizione, previa registrazione, entro sessanta giorni dal suo avvio..


Roma, 26 aprile 2022




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